Sono rimasto per strada, amico mio!
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J'suis resté dans rue, mon chum! – il nostro viaggio nel dialetto arriva in Québec
Dal Westerwald passando per Berlino e Colonia fino a Florianópolis in Brasile, poi a Napoli – e per finire il nostro viaggio musicale nel dialetto ci porta in Québec, in Canada.
"J'suis resté dans rue, mon chum!" racconta la nostra storia in lingua francese con elementi del francese del Québec inseriti consapevolmente. Perché la lingua regionale, le espressioni particolari e una melodia linguistica inconfondibile non esistono solo in Germania: fanno parte della patria e dell'identità in tutto il mondo.
E naturalmente anche questa volta tutto inizia in modo del tutto innocuo: comprare solo un po' di pane e tornare a casa. Poi il nostro protagonista incontra Jean-Guy. Cinque minuti diventano qualcuno di più, qualcuno tira fuori la chitarra, la notte si allunga – e a un certo punto il nostro eroe si ritrova improvvisamente a portare in giro un cartello di ARRÊT.
Perché?
La mattina dopo nessuno lo sa più veramente.
La cosa migliore: sul cartello c'è scritto tutto il tempo "ARRÊT" – ovvero "STOP". Ed è esattamente ciò che il nostro eroe non rispetta per tutta la notte.
Musicalmente, il brano unisce folk-rock moderno del Québec con chitarra acustica, violino, fisarmonica, un ritmo energico, percussioni a pedale e un grande ritornello da cantare insieme:
"J'suis resté dans rue, mon chum!"
Una canzone umoristica sull'amicizia, sugli incontri spontanei e sul pericolo ormai dimostrato a livello internazionale della frase:
"Solo cinque minuti!"
Il Québec da ascoltare, cantare e sorridere – francese, nordamericano e con un sacco di ironia.
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